Lunedì 17 Giugno 2019

RIFLESSIONE – PRIMA PARTE – MISSIONE CRISTIANA. In ogni missione necessariamente va separato e ben distinto il mandante dal mandatario. Quando mandante e mandatario si identificano è allora che muore la missione. Si agisce dal proprio cuore e dalla propria volontà. Solo se rimangono due realtà separate si può parlare di missione. Il mandante manifesta al mandatario quali sono le sue richieste. Il mandatario può accogliere o non accogliere la volontà manifestata, ma non può cambiare i termini manifestati. Il figliol prodigo è stato mandato a pascolare i porci, non può pascolare greggi di pecore o di capre. Così dicasi di Gesù, il Mandante, e gli Apostoli, i mandatari. Essi hanno ricevuto da Gesù Signore una missione ben definita, circoscritta, limitata, ma anche universale. Proviamo a conoscere bene questa missione servendoci del Vangelo secondo Matteo, Marco, Luca, Giovanni. Vangelo secondo Matteo: Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,18-20). Gesù, il Mandante, dona ai mandatari tre comandi, ai quali si deve ogni obbedienza: Primo comando: Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli. Secondo comando: Battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Terzo comando: Insegnando loro a osservare tutto ciò che io vi ho comandato. I tre comandi sono un sola obbedienza. Se uno solo di essi viene trasgredito o ad esso non si obbedisce, non c’è missione cristiana. Oggi ci sono missioni antropologiche di varia natura: filantropiche, umanitarie, sociologiche, psicologiche, sanitarie, ecologiche, pacifiste, ma non sono queste missione cristiana. Manca il fine che è Cristo Gesù. Manca l’invito a divenire discepoli degli Apostoli, per divenire in loro, per loro, con loro, discepoli di Gesù Signore. Manca il battesimo. Manca l’insegnamento a vivere tutto il Vangelo, mostrando vissuto tutto il Vangelo da parte dei missionari. Quando il mandatario non obbedisce al Mandante muore la missione. Se il mandatario apostolo non obbedisce a Cristo Signore, il Mandante divino, la Chiesa invecchia, manca il ricambio generazionale, viene privata di ogni vitalità all’interno e all’esterno. A nulla serve una Chiesa in uscita. La Chiesa o è in uscita per formare la Chiesa, o mai potrà dirsi Chiesa in uscita. Si può al massimo dire Chiesa in gita di piacere, ma mai Chiesa in uscita missionaria. Così dicasi anche di Chiesa chiamata a mostrare la sua visibilità. La Chiesa visibile non è quella che mostra se stessa. Una Chiesa che mostra se stessa è una Chiesa narcisistica. La Chiesa visibile, quella vera, è quella Chiesa che mostra sempre Cristo Gesù, allo stesso modo che Cristo Gesù è la visibilità del Padre. Chi vede me, dice Cristo, vede il Padre. Chi vede me, dice la Chiesa, vede Cristo Gesù. Questa visibilità vale anche per il cristiano singolo e per i cristiani che vivono il loro essere Chiesa in gruppi, associazioni, movimenti. La visibilità non è nel mostrare se stessi sui social con foto o altre cose. La visibilità del cristiano è Cristo impresso nella sua vita. Come Paolo era perfetta visibilità di Cristo Crocifisso, così ogni cristiano è chiamato ad essere piena visibilità di Cristo Crocifisso. Altre visibilità non attirano il mondo a Cristo Signore, perché oscurano Cristo anziché rivelarlo, mostrarlo. Il cristiano è l’ostensorio vivente di Gesù. Possiamo anche affermare che certe visibilità sui social allontanano da Cristo Signore anziché avvicinare. Questo perché, sia immagini e sia parole, hanno poco di Vangelo e poco di morale cristiana. Sembra di essere alla fiera delle vanità, spesso anche alla fiere del pettegolezzo. A volte si celebra anche la fiera dell’odio, dell’invidia, della grande stoltezza. Manca Cristo Crocifisso e la sua Parola. Manca la coerenza con quanto si dice di professare. La visibilità nega ciò che si dice di essere: cristiani che si vogliono conformare a Cristo. È la contro-testimonianza. Vangelo secondo Marco: E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16,15-20). L’evangelista Marco non si discosta molto da quanto annunziato dal Vangelo secondo Matteo. Vi aggiunge dei particolari di somma importanza. La missione è verso ogni uomo, verso il mondo intero. Ad ogni uomo, al mondo intero si deve annunziare il Vangelo. A chi dovrà essere dato il battesimo? A chi crederà. Cosa avviene in chi riceve il battesimo e vive secondo il Vangelo annunziato? Sarà salvo. Cosa avviene in chi non crede e non sarà battezzato? Sarà condannato. Perché sarà condannato? Perché ha rifiutato Cristo, il suo Salvatore. Su questa rivelazione di condanna dona una luce di Spirito Santo e quindi di purissima verità, Gesù stesso nel Vangelo secondo Giovanni: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3,16-21). Quando non si accoglie Cristo Gesù, c’è il peccato nel cuore che impedisce l’accoglienza. L’uomo è governato dalle tenebre. Altro dettaglio o particolare nel Vangelo secondo Marco sono i miracoli e i prodigi che saranno compiuti da coloro che credono nella Parola di Gesù. Non sono solo coloro che annunziano il Vangelo che fanno miracoli, sono anche coloro che il Vangelo ricevono e in esso credono. Madre di Dio, fa’ che ogni cristiano sempre rispetti la volontà che Gesù gli ha manifestato e ad essa presti ogni obbedienza, oggi, domani, sempre.
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Quando il cristiano mostra il Vangelo con la sua vita, non fa altro se non mostrare all’uomo la verità dell’uomo.
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Domenica 16 Giugno 2019

MEDITAZIONE - EGLI PRESE LA FERMA DECISIONE DI METTERSI IN CAMMINO. Si avvicinano i giorni della sua passione e morte e Gesù prende la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme. Gesù conosce cosa deve fare, vuole farla, prende la decisione perché tutto avvenga nel giorno e nell’ora stabiliti dal Padre suo. In questo la differenza tra noi e Gesù è di una distanza infinita. Noi non sappiamo cosa dobbiamo fare. Non vogliamo neanche farla. Non prendiamo alcuna decisione per entrare nella volontà del Padre per darle pieno compimento. Tutto vogliamo che avvenga dal nostro cuore, dai nostri sentimenti, dal nostro istinto che dichiariamo essere volontà del Signore nostro Dio. Ma quando una cosa è secondo la volontà di Dio? Per Gesù è secondo la volontà del Padre tutto quanto è scritto nella Legge, nei Profeti, nei Salmi. Quanto non è scritto in essi non è volontà del Padre per Lui. Quanto invece è secondo la volontà di Cristo Gesù per noi? Quanto è scritto nel suo Vangelo. Quanto non è scritto nel suo Vangelo non è volontà di Cristo per noi. Il Vangelo è il compimento di tutta la Scrittura, tutta la Rivelazione, tutta la volontà manifestata del nostro Dio e Signore in ordine al compimento della sua volontà. Cristo non ha sostituito quanto era scritto per Lui con la sua volontà, il suo cuore, la sua mente. Perché allora noi sostituiamo quanto è scritto per noi con la nostra volontà, il nostro cuore, la nostra mente? Se Cristo si è fatto obbediente in tutto fino alla morte di croce, perché noi seguiamo il nostro cuore e non la Parola scritta per noi? Qualcuno potrebbe dire: Ma io seguo la Parola. No. Si risponde. Tu non segui la Parola. Segui una Parola e su di essa edifichi le tue teorie, i tuoi pensieri, le tue idee, quanto tu pensi sia Parola e Volontà di Gesù Signore. Una Parola non è la Parola. Una frase non è la Scrittura e neanche un versetto. La Parola è tutta la Parola. Tutta la Parola è tutta la Scrittura. Tutta la Scrittura è tutta la Tradizione. Tutta la Tradizione è tutto il Magistero della Chiesa. Tutto il Magistero è tutta l’Agiografia cristiana. Tutta l’Agiografia e anche tutta la Teologia. Non so se il cristiano se ne stia accorgendo: noi stiamo portando agli estremi limiti l’antica massima ereticale: “Sola Gratia, sola Fides, sola Scriptura”. Siamo oltre la grazia, oltre la fede, oltre la Scrittura, perché ognuno prende dalla Scrittura una sola Parola, una sola frase, un solo concetto, una sola verità e su questa parzialità e particolarità edifica la sua fede, il suo annunzio, la sua predicazione, la sua stessa vita. E mentre diecimila verità della Scrittura, della Tradizione, del Magistero, dell’Agiografia, della Teologia vengono negate, su di una, che senza le altre è pura falsità e inganno, si edifica tutto l’edificio cristiano. Purtroppo quando lo Spirito Santo non governa più il cuore e la mente, sempre si giunge all’eresia e alla negazione della verità piena. Gesù, pieno di Spirito Santo, conosce tutta la Scrittura e ogni singola Parola. Senza lo Spirito Santo nel cuore e nella mente non c’è vera conoscenza. Senza vera conoscenza neanche esiste vera obbedienza. Senza vera obbedienza non c’è cammino verso il compimento della Parola nella nostra vita. Anche in questo la differenza tra noi e Cristo Gesù è infinita. Cristo Signore, pieno di Spirito Santo, conosce il mistero e con la sua fortezza lo vuole portare a compimento. Noi senza lo Spirito Santo non conosciamo il mistero e neanche lo vogliamo portare a realizzazione. Lo Spirito Santo è tutto per un discepolo di Gesù. Chi è nello Spirito Santo, chi cresce in esso, chi giorno per giorno lo ravviva, conosce il mistero, lo accoglie, decide di dargli compimento, con ferma decisione cammina verso di esso. Più si cresce nello Spirito Santo e più cresciamo in ogni conoscenza, scienza, sapienza, fortezza, timore di Dio, intelletto, pietà. Ci separiamo dallo Spirito Santo, manchiamo di ogni scienza e sapienza. La stoltezza ci incatena e l’insipienza governa tutti i nostri passi. È in questo istante che il più forte deve prendere per mano il più debole al fine di ricondurlo alle sorgenti della sua verità. Ma senza lo Spirito Santo, mai si potrà essere forti nelle cose che riguardano Dio, perché la fortezza nella cose e per le cose del Signore è solo un suo dono. Gesù, pieno di Spirito Santo, che sempre cresce in Lui, cresce nella conoscenza e nella verità del suo mistero, si avvia verso il suo compimento. Ecco di cosa ha bisogno il cristiano oggi: della pienezza dello Spirito Santo. O ravviva lo Spirito che gli è stato donato, o è la sua morte. Madre di Dio, fa’ che il cristiano desideri colmarsi di Spirito Santo oggi e sempre.
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MEDITAZIONE - PIETÀ DI ME, SIGNORE, FIGLIO DI DAVIDE! Una donna straniera, una cananea, riconosce Gesù come il suo Messia, il suo Cristo e lo invoca: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide”. La valenza o la portata di questa invocazione è più alta del cielo dei cieli e più profonda degli abissi più profondi. Questa donna confessa la verità di Gesù. Lui è il Signore, il Figlio di Davide. Lui è il suo Dio, se leggiamo questa professione di fede alla luce dl Salmo o anche secondo quanto Elisabetta dice a Maria, nel giorno in sui la Madre di Dio andò a visitarla: “Oracolo del Signore al mio signore: «Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici! A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato. Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek». Il Signore è alla tua destra! Egli abbatterà i re nel giorno della sua ira, sarà giudice fra le genti, ammucchierà cadaveri, abbatterà teste su vasta terra; lungo il cammino si disseta al torrente, perciò solleva alta la testa” (Sal 110 (109) 1-7). “In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto»” (Lc 1,39-45). Ecco chi è Gesù, il Figlio di Davide. È il Signore del cielo e della terra. È colui per il quale e in vista del quale anche la donna cananea è stata creata. Ora questa donna non è qui per ricevere lei una grazia da parte di Cristo Gesù, ma la grazia è chiesta perché la gloria di Cristo risplenda in tutta la sua grandezza, potenza, splendore, ricchezza umana e divina. Lo Spirito Santo che guida la storia, ha suscitato nel cuore di questa donna di andare da Gesù perché anche i pagani sapessero chi è Gesù per essi: è il loro Signore, il loro Creatore, Colui che ha in mano le chiavi della speranza per ogni cuore. Senza queste chiavi la speranza non entra nei cuori e l’uomo rimane nella sua afflizione senza pace. Infatti la donna ha la fede, ma non ha la pace. Si rivolge a Cristo, al suo Signore, perché apra le porte della speranza e faccia entrare la pace nel suo cuore, attraverso la guarigione della figlia che soffre terribilmente. Ecco cosa insegna a noi questa donna pagana: Gesù è il solo che apre le porte della vera speranza e di conseguenza è il solo che dona la vera pace. Una donna cananea oggi è maestra per tutta la cristianità. Perché si può affermare che questa donna cananea è maestra per tutta la cristianità? Perché oggi i cristiani hanno smesso di credere che solo Gesù, il Signore, il Cristo, il Figlio di Davide, il Salvatore, il Redentore dell’uomo è Colui che possiede le chiavi della speranza e della vita: “All'angelo della Chiesa di Filadelfia scrivi: Così parla il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide: quando egli apre nessuno chiude, e quando chiude nessuno apre” (Ap 3,7). Nelle mani di Gesù sono le chiavi della vita e della morte. Solo nelle sue mani e in nessun’altra mano. Invece il cristiano oggi è divenuto il demolitore di questa verità eterna. Neanche il Padre ha le chiavi della vita e della morte, perché il Padre tutto ha posto nelle mani del Figlio. A Lui ha consegnato il libro dai sette sigilli ed è il Figlio che lo apre secondo la sua volontà. Il cristiano oggi afferma che ogni uomo ha nelle sue mani le chiavi della sua speranza e della sua pace. Così dicendo, dichiara non vera la verità di Cristo Signore. Egli non sa che quando si dichiara non vera la verità di Cristo, poiché la sua verità cristiana viene da Cristo, dichiara non vera anche la sua verità. Dichiarata non vera la verità di Cristo, la chiesa tutta è dichiarata non vera. I suoi ministri sono dichiarati non veri. Il papa e ogni altro discepolo di Gesù sono dichiarati non veri. I sacramenti sono dichiarati non veri. O sono non veri o la loro è una verità inutile. La donna cananea confessa che solo Gesù le può aprire le porte della speranza e della pace e per questo grida dietro di Lui. Noi oggi le diciamo che è inutile che gridi. Lei stessa può aprire le porte della speranza e della pace. E intanto la figlia di questa donna soffre terribilmente. Tra le parole false che noi diciamo e la storia vi è l’abisso dell’inferno della sofferenza sulla terra e anche nell’eternità. Prima di negare la verità di Cristo, dovremmo seriamente riflettere. Madre di Dio, fa’ che la verità di Cristo Gesù ritorni nella sua divina bellezza.
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